Manifesto

“Scuola Democratica” ha per molti anni rappresentato una delle voci più vive ed originali nel panorama delle riviste educative italiane. Nata a Venezia negli anni 60’ per iniziativa di un gruppo di insegnanti impegnati sia sul piano politico che su quello professionale per una riforma democratica della scuola italiana – di qui il suo nome – si è poi sul finire degli anni 70’ trasformata in una rivista nazionale caratterizzata da un ampio retroterra scientifico senza, tuttavia, che ne venisse meno l’originario afflato politico ed ideale. Dopo un’esperienza durata più di venti anni, “Scuola Democratica”, coinvolta in una più generale crisi delle riviste educative italiane, aveva nel 2002 cessato le pubblicazioni.

Oggi, a distanza di pochi anni, un gruppo, composto da alcuni dei precedenti redattori cui si sono aggiunti diversi nuovi membri, intende rilanciare la testata sulla base di un progetto culturale ed editoriale che per un verso vuole porsi in linea di continuità con l’antecedente esperienza e per un altro ampliarne ed aggiornarne la prospettiva.

Talune delle caratteristiche proprie di questa rivista sembrano infatti quanto mai attuali, dal momento che di esse si avverte acutamente, nel dibattito attorno ai problemi dell’educazione in atto oggi nel nostro paese, l’assenza, o per lo meno una troppo fragile presenza. A tre di tali caratteristiche, in particolare, desideriamo riferirci.

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