Elogio della differenza

di Giuseppe Catalano

ABSTRACT:  Il contributo incentrato sul processo di riforma in corso ne evidenzia i punti di forza e, al contempo, l’erronea valutazione della prima fase dell’autonomia che ne è alla base. La recente riforma, nonché la politica ed i mass media, hanno sottovalutato i risultati positivi che essa ha consentito di raggiungere, seppur con differenze tra atenei e tra facoltà. Invece di assicurare una maggiore capacità di governo del sistema, con l’ultima riforma, si è tentato di imbrigliare l’autonomia aumentando i controlli da parte del ministero. I risultati peggiori di questa politica si sono ottenuti sia nella sfida del finanziamento correlato alla valutazione, sia con il tentativo, perpetuato da tutti i governi negli ultimi anni, di garantire per legge una qualità standard della didattica e della ricerca introducendo procedure burocratiche e autorizzatorie. Tutto ciò non considerando che la differenziazione è elemento comune a tutti i sistemi universitari, e che altrove l’efficacia dell’azione di governo si manifesta proprio nella capacità di implementare strumenti in grado di assicurare pari opportunità nella competizione, eliminare l’offerta di scarsa qualità, garantire trasparenza agli studenti, alle famiglie e alle imprese, ponendo un limite socialmente accettabile a tale differenziazione.

Giuseppe Catalano, ordinario di Economia pubblica presso il Dipartimento di Ingegneria informatica, automatica e gestionale «A. Ruberti» della Sapienza Università di Roma, dopo aver insegnato al Politecnico di Torino e al Poli­tecnico di Milano. È stato membro dell’Osservatorio e, poi, del Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario del Ministero dell’I­struzione, dell’Università e della Ricerca.

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