Misure standardizzate degli apprendimenti degli studenti: polemiche superabili in positivo

di Paolo Sestito

ABSTRACT:  A partire dalle polemiche sui test INVALSI, sviluppatesi nell’anno scorso, il contributo analizza come non si possano trattare – ed organizzare – indifferentemente test finalizzati al superamento da parte del singolo studente di una prova d’esame e prove che vogliano descrivere la distribuzione nella popolazione complessiva di certe competenze. C’è bisogno quindi di produrre diverse valutazioni, alcune miranti a descrivere l’intera distribuzione delle capacità presenti in una data popolazione – e quindi contenenti quesiti sia molto semplici che molto complessi – altre più finalizzate a verificare se i singoli studenti possiedano un certo livello prefissato di capacità a priori ritenuto essenziale. Né le une né le altre, per quanto la presenza di una prova standardizzata ed avente valenza high stake possa essere utile nel governo del sistema scolastico, possono però divenire l’unica fonte di giudizio sul singolo studente (o sui suoi insegnanti e sulla sua scuola). Lo sviluppo ed il miglioramento delle prove di valutazione non potrà quindi prescindere dal dibattito sui contenuti specifici delle singole prove e sui loro utilizzi.

Paolo Sestito, economista presso il Servizio Studi di Struttura Economica e Fi­nanziaria della Banca d’Italia. Ha lavorato per la Commissione Europea, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’OCSE. Si è occupato di varie tematiche come lo sviluppo locale, il mercato del lavoro, il capitale umano e l’economia dell’educazione. Tra i suoi libri: Disoccupati in Italia. Tra Stato, Regioni e cacciatori di teste (con S. Pirrone, Il Mulino, 2006); Il capitale umano (con P. Cipollone, 2010).

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