Una precarietà istituzionalizzata: diventare insegnanti nella scuola pubblica italiana

di Elena Gremigni

Abstract: La selezione di insegnanti preparati, motivati, in grado di svolgere serenamente il complesso e delicato compito loro affidato, attraverso garanzie di continuità lavorativa e retribuzioni adeguate all’impegno richiesto, è una questione di grande rilevanza. Ciononostante, il sistema di reclutamento degli insegnanti in Italia, servendosi raramente dei selettivi concorsi pubblici, ha sempre trascurato i requisiti di merito, offrendo l’opportunità a molti aspiranti professori di conseguire titoli abilitanti attraverso esami pro forma. In questo articolo viene ricostruita la storia delle modalità di assunzione dei docenti a partire dall’analisi di una farraginosa normativa che ha prodotto un numero di aspiranti docenti molto superiore alle reali necessità della scuola pubblica, originando forme di lavoro precario ancora oggi difficili da eliminare.

Elena Gremigni, docente a contratto di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università di Pisa. I suoi principali interessi di ricerca riguardano la fruizione dei Beni culturali, l’industria cinematografica, l’uso dei social network, i rapporti tra sistemi scolastici e disuguaglianze sociali.
elena.gremigni@sp.unipi.it

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