Autonomia scolastica in un sistema pubblico: un cerchio che si può quadrare

di Andrea Ichino

Abstract : La scuola italiana scontenta tutti senza accordo sul che fare. Da qui la proposta: consentire altri modi di fare scuola a chi vuole provarci. Le esperienze internazionali sono incoraggianti per efficienza ed equità. Presidi, genitori, docenti, enti esterni potranno formare comitati per gestire una scuola secondo un programma sottoposto all’approvazione del bacino di utenza. Il comitato, se approvato, gestirà la scuola in totale autonomia per quel che riguarda il personale, le attrezzature, il disegno dell’offerta formativa. L’autonomia sarà però controllata dagli utenti. Le scuole autogestite riceveranno inizialmente un fondo pari al loro costo storico. Successivamente, saranno finanziate in proporzione agli studenti ammessi. Non potranno chiedere rette di iscrizione, ma potranno raccogliere finanziamenti privati, tassati a favore delle scuole disagiate. Lo Stato dovrà informare adeguatamente le famiglie sulla qualità delle scuole, affinché possano scegliere bene quelle che meritano un finanziamento. Tutti gli studenti dovranno superare gli stessi test ed esami nazionali.

Questo articolo riassume i contenuti del libro di Andrea Ichino e Guido Tabellini, Liberiamo la scuola, Forum Idee per la Crescita, Edizioni Corriere della Sera, 2013, al quale l’autore rimanda per ogni approfondimento: http://www2.dse.unibo.it/ichino/new/liberiamo_la_scuola.html.

Andrea Ichino è professore ordinario di Economia Politica presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Sociali dell’Università di Bologna www.andreaichino.it andrea.ichino@unibo.it

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