Proseguire gli studi conviene ancora?

di Emilio Reyneri e Federica Pintaldi

Abstract: Anche in Italia non si può dire che la disoccupazione giovanile sia anche intellettuale, cioè che un titolo di studio più elevato costituisce una difficoltà aggiuntiva per i giovani in cerca di lavoro. Infatti, l’articolo mostra che un livello di istruzione più elevato in realtà costituisce un vantaggio sia per i giovani sia per gli adulti, perché riduce il rischio di disoccupazione. E la crisi ha accentuato, sia pur di poco, questo relativo vantaggio dei più istruiti. Tuttavia, in Italia il rendimento dell’istruzione è decisamente ridotto rispetto agli altri paesi europei, dove i più istruiti, sia giovani sia adulti, trovano molto più rapidamente un’occupazione dei meno istruiti. Inoltre, in Italia i giovani istruiti spesso trovano lavori che non rispondono al proprio livello di istruzione, anche se si può pensare che ciò accada più frequentemente a chi ha avuto un percorso di studi irregolare. Il fenomeno della sovra-istruzione è diffuso in tutti i paesi europei, ma in Italia appare in forte crescita. La causa dello scarso vantaggio dell’istruzione, però, non è un eccesso di offerta di lavoro istruita, poiché la percentuale di laureati e diplomati tra i giovani è inferiore alla media europea, ma a un forte deficit di domanda di lavoro altamente qualificato.

Emilio Reyneri è Professore di Sociologia del lavoro presso il Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università di Milano Bicocca. Membro del Governing Council dell’European Network of excellence EQUALSOC dal 2005 al 2010 e della Commissione Scientifica Istat per la misura del benessere dal 2011 al 2012.

emilio.reyneri@unimib.it. 

Federica Pintaldi è ricercatore all’Istat, dirigente dell’unità operativa “Analisi, diffusione e indagini ad hoc sul mercato del lavoro” della Rilevazione sulle forze lavoro. Partecipa a numerosi progetti di ricerca tra i quali Quality of employment organizzato da UNECE/ILO/Eurostat, Commissione Benessere Equo e Sostenibile del Cnel-Istat.

pintaldi@istat.it

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