Criteri redazionali per gli autori

di admin, 18 aprile 2011 10:15

Nel file scaricabile di seguito trovate i criteri redazionali della rivista da utilizzare per redigere i vari testi. In particolare sono indicate: le procedure di valutazione e accettazione dei saggi, le modalità di stesura dei testi e della bibliografia. Sono poi riportate le indicazioni di dettaglio su come redigere i testi delle altre sezioni della rivista (note e punti di vista, pratiche rssegne e recensioni, storie di apprendimento).

[scarica i criteri redazionali per gli autori]

N°1 nuova serie – dic 2010 Edizioni Angelo Guerini e Associati

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di admin, 13 dicembre 2010 09:42

INDICE

1

Presentazione

A partire da …

Scuola del soggetto, riconoscimento delle diversità culturali e società delle donne

Intervista a Alain Touraine, a cura di Luciano Benadusi e Barbara Pentimalli

Saggi

Visioni (future?) dell’educazione, di Paolo Landri leggi

Così vicine, così lontane. La questione dell’equità scolastica nelle regioni italiane, di Luciano Benadusi, Rita Fornari, Orazio Giancola leggi

Le trasformazioni dell’università italiana, di Roberto Moscati leggi

Lavoro e formazione nella società della conoscenza, di Sebastiano Bagnara e Maurizio Mesenzani leggi


NOTE E PUNTI DI VISTA scarica intera sezione

Scuola

Scuola, democrazia e cittadinanza: Educazione versus Istruzione? a cura di Vittorio Campione

Ne discutono Alessandro Cavalli, Adolfo Scotto di Luzio, Giuseppe Spadafora, Salvatore Veca

La riforma dei Licei, interventi di Fiorella Farinelli, Paolo Ferratini, Micaela Ricciardi

Gli ambienti di apprendimento, di Silvano Tagliagambe

Gli ambienti organizzativi, di Giorgio Rembado

Università

Focus on Higher Education in Europe 2010: The Impact of the Bologna Process:

Sintesi di Maria Lezzi

Note di Letteria Fassari

Intervista sulla Riforma a Enrico Decleva, a cura di Luciano Benadusi e Gioia Pompili

Apprendimento, Formazione e Lavoro

Apprendistato formativo in Italia. Si parte? a cura di Stefania Capogna

Nota di Tiziano Treu

Interventi di Claudio Gentili, Giorgio Santini, Michele Tiraboschi con un commento di Sandra D’Agostino

Rapporto OECD, Learning For Jobs 2009

Sintesi di Piero Valentini

Note di Domenico Sugamiele e Silvia Ciampi


Rassegne e Recensioni scarica intera sezione

Biesta Gert J. J. (2006), Beyond learning: democratic education for a human future,  Boulder, Co., Paradigm Publishers, di Paolo Landri

Cavalli A., Argentin G. a cura di (2010), Gli insegnanti italiani: come cambia il modo di fare scuola. Terza indagine dell’Istituto IARD sulle condizioni di vita e di lavoro nella scuola italiana, Bologna, Il Mulino, di Valeria Fabretti

Margarete Durst (2010), La filosofia dell’educazione per la scuola, Milano, FrancoAngeli, , di Carlo Cappa

Stenstrom M.L., Tynjala P. eds (2009), Towards integration of work and learning, Heidelberg, Springer, di Anna Maria Ajello

Storie e Pratiche di Apprendimento

Il lago, di Marco Lodoli scarica la storia

Call for paper 2011

Acquisto della Rivista in formato cartaceo

Acquisto della Rivista in formato elettronico

N° 1 Nuova serie

di admin, 4 dicembre 2010 10:09

N° 0 Nuova serie

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di admin, 4 dicembre 2010 10:04

Call SD 2011

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di admin, 29 novembre 2010 23:53

Conoscenza, apprendimento, educazione ai tempi della crisi

Scuola Democratica (S/D) riprende il suo lavoro di analisi, di riflessione e di ricerca sui mondi della conoscenza, dell’apprendimento e dell’educazione in un contesto critico caratterizzato da una situazione difficile dal punto di vista economico-finanziario che pone sfide ‘inedite’ (a dispetto delle retoriche e delle politiche dominanti del lifelong learning e della società della conoscenza) per i luoghi dell’istruzione, della formazione e del lavoro. L’approfondimento dei contorni della crisi e degli scenari del dopo-crisi, con riguardo agli effetti che essi avranno in questi settori, si presenta come un‘importante sfida intellettuale che si aggiunge ad altre non meno rilevanti in un’epoca nella quale ci si re-interroga – e non senza fondamento – in una pluralità di luoghi e di contesti sociali sulle relazioni tra democrazia, progresso economico e sociale, conoscenza, apprendimento ed educazione. In questo quadro, S/D propone di analizzare, favorendo il pluralismo teorico e metodologico, in via prioritaria (senza escludere, tuttavia, proposte di intervento su altri temi da considerarsi pertinenti), i seguenti clusters tematici:

1. Le politiche nella crisi e nel dopo-crisi

2. Vedere, riconoscere e saper gestire le differenze

3. Le competenze tra istruzione, formazione e lavoro

4. I nuovi luoghi della conoscenza, della formazione, dell’apprendimento

5. La ri-definizione delle prospettive concettuali

Gli autori interessati a produrre un contributo (per la sezione Saggi, ma anche per le altre sezioni) sulle tematiche sopraelencate dovranno produrre un abstract di 500 parole max da inviare all’attenzione di segreteria@scuolademocratica.it

rispettando le seguenti scadenze: entro il 30 gennaio 2011; entro il 30 giugno 2011.

Per la parte relativa ai papers, la redazione selezionerà, tra gli abstracts che perverranno, quelli ritenuti più pertinenti rispetto alle tematiche in oggetto e inviterà l’autore/gli autori a produrre un paper che sarà successivamente sottoposto a procedura di blind-refereeing.

Scarica il documento completo in formato PDF

Lettera del Direttore

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di admin, 29 novembre 2010 22:27

Care lettrici e cari lettori,
SD, come ci piace chiamarla, si rimette al lavoro dopo poco meno di un decennio. In questi anni non siamo stati con le mani in mano e non abbiamo cambiato lavoro. Abbiamo fatto ricerca, nella scuola, nell’università, nel mondo della formazione e del lavoro e abbiamo preso parte, ognuno di noi a partire dai propri ruoli, alle importanti trasformazioni che hanno investito questi contesti. Abbiamo deciso ora di ricominciare con altra veste, altro editore, con una più efficace comunicazione e con l’intento di fare la nostra parte nel dibattito nazionale e internazionale sui temi dell’educazione e, più in generale, dell’apprendimento.
Quello che vogliamo fare è guardare simultaneamente, e con approcci interdisciplinari, a scuola, università, formazione e lavoro, a quei temi che toccano aspetti chiave delle nostre società e che ci dicono come si apprende e si forma il sapere ma anche come si formano e si apprendono il lavoro e la cittadinanza democratica. Per fare questo siamo in buona compagnia.
SD, nei mesi in cui è andata maturando la sua nuova costituzione, ha aggregato un’ampia gamma di energie culturali: una community di docenti universitari, esperti, professionisti, che lavorano nei tre mondi di riferimento, una rete di enti e associazioni con elevati ruoli di responsabilità in ognuno di questi ambiti di interesse, che  hanno condiviso l’impegno per la costituzione di un nuovo “pensatoio pratico” per l’education e per il learning.
SD non vuole essere (solo) un prodotto accademico e non vuole essere (solo) un prodotto del  politico, vuole essere uno spazio di passaggio per entrambi, un territorio in cui dibattere scientificamente e politicamente dei temi che ci stanno a cuore. E farlo sia con i ricercatori che con i professionisti, cioè con gli insegnanti, i formatori, i manager che operano in questi campi ed ai primi sono accomunati dall’esigenza di coniugare azione e riflessività.
SD ha da fare molta strada e avrà bisogno di lettori esigenti e partecipi.

Luciano Benadusi,

Sociologo dell’Educazione, Professore alla Sapienza Università di Roma

Editoriale

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di admin, 29 novembre 2010 22:15

Riprendiamo il discorso. Anzi, in effetti, i discorsi, poiché quelli che si confronteranno nella nuova edizione di Scuola Democratica saranno più d’uno.

Scuola Democratica decide allora di riprendere il suo cammino sui mondi della conoscenza, dell’apprendimento e dell’educazione. La nostra sfida è quella di riporre in questione il concetto e il processo stesso di “educazione” considerando che questo da un lato sembra essere sempre più diluito al punto di svanire ed essere inglobato nei generali processi di apprendimento, di giovani e adulti, e dall’altra è invece messo sotto pressione dai mutamenti culturali e tecnologici che addensano la vita sociale contemporanea e che mettono in questione i significati stessi dell’educare dentro e fuori i confini istituzionali. Obiettivo scientifico e culturale del nuovo progetto editoriale di SD è dunque quello di contribuire a ripensare confini, senso e scopi dell’educazione in questa nostra società della conoscenza che stenta però a divenire tale. [...]

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Manifesto

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di admin, 29 novembre 2010 22:05

“Scuola Democratica” ha per molti anni rappresentato una delle voci più vive ed originali nel panorama delle riviste educative italiane. Nata a Venezia negli anni 60’ per iniziativa di un gruppo di insegnanti impegnati sia sul piano politico che su quello professionale per una riforma democratica della scuola italiana – di qui il suo nome – si è poi sul finire degli anni 70’ trasformata in una rivista nazionale caratterizzata da un ampio retroterra scientifico senza, tuttavia, che ne venisse meno l’originario afflato politico ed ideale. Dopo un’esperienza durata più di venti anni, “Scuola Democratica”, coinvolta in una più generale crisi delle riviste educative italiane, aveva nel 2002 cessato le pubblicazioni.

Oggi, a distanza di pochi anni, un gruppo, composto da alcuni dei precedenti redattori cui si sono aggiunti diversi nuovi membri, intende rilanciare la testata sulla base di un progetto culturale ed editoriale che per un verso vuole porsi in linea di continuità con l’antecedente esperienza e per un altro ampliarne ed aggiornarne la prospettiva.

Talune delle caratteristiche proprie di questa rivista sembrano infatti quanto mai attuali, dal momento che di esse si avverte acutamente, nel dibattito attorno ai problemi dell’educazione in atto oggi nel nostro paese, l’assenza, o per lo meno una troppo fragile presenza. A tre di tali caratteristiche, in particolare, desideriamo riferirci.

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Educare per la democrazia

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di admin, 25 novembre 2010 20:00

Testi di John Dewey a cura di Maurizio Lichtner

Che cosa significa educare alla democrazia? Certamente non significa solo fare “educazione civica” come materia separata, soprattutto se per educazione civica si intende poco più che imparare quali sono le istituzioni, i loro rapporti, i meccanismi che regolano la nostra convivenza civile. Educare alla democrazia dovrebbe anche significare portare i giovani a condividere valori, modi di essere, modalità di comportamento, insieme individuali e sociali. E questo non si ottiene solo con qualche lezione di “educazione civica”, ma sviluppando la valenza educativa di tutte le materie di studio, sia umanistiche che scientifiche, e soprattutto facendo esperienze, già a scuola, di un modo di vivere  “democratico”. Perciò può essere utile ripartire dai testi di Dewey, dove la democrazia appare non  solo una forma di governo, ma una way of life, un modo di essere individuale e sociale, che richiede condivisione di valori, solidarietà, interesse allo scambio di esperienze, impegno a superare gli egoismi e le distanze tra le classi. Queste implicazioni del concetto di democrazia, che alla critica ispirata alla filosofia analitica sembravano elementi di confusione, di scarsa chiarezza concettuale, costituiscono invece proprio l’aspetto più interessante, e più attuale, del pensiero di Dewey sul rapporto educazione-democrazia.

Oggi viviamo una contraddizione forte tra le spinte individualistiche, favorite in tanti modi, e il bisogno di mantenere il legame sociale. In una società democratica questa contraddizione è insostenibile, la democrazia ha bisogno sia di sviluppo e affermazione individuale che di solidarietà e inclusione. Ma come si connettono, nell’impresa educativa, i due principi dello sviluppo individuale e della socialità? La soluzione non è facile, e la lettura dei testi di Dewey può ancora dare indicazioni preziose sul rapporto tra “poteri individuali” e loro “equivalenti sociali”.

C’è poi un altro aspetto da considerare: educare alla democrazia, oggi, non può significare conformare alla società esistente per il semplice fatto che la società in cui viviamo è una democrazia imperfetta, carente, soprattutto per quanto riguarda i comportamenti sociali, la formazione dell’opinione pubblica, la moralità pubblica e privata. Educare alla democrazia significa costruire una coscienza critica, far capire la distanza che c’è tra lo stato di cose attuale e l’ideale democratico. Anche su questo punto Dewey offre importanti contributi, sostenendo che il compito della scuola non è affatto la riproduzione dello stato di cose esistente, ma è dare ai giovani gli strumenti per interpretare le situazioni e cambiarle. L’impresa educativa, per Dewey, è la coscienza critica della società, il momento e il luogo in cui la società si interroga su se stessa.

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