Category: N. 1 2013

Comparative Education between depressing pointlessness and restricting instrumentalism?

di scuolademocratica, 16 maggio 2013 13:03

di Marie Duru-Bellat

Abstract: As in any social science, in comparative education, the issue of the links between academics and the political sphere is lively debated; should we be “pure” scientists or experts? The papers maintains that, in spite of the traps existing surveys such as PISA entail, we cannot neglect the data they provide, even if those “facts” are of course socially constructed and so should be used cautiously. That does not mean that we should limit our investigations to the issues they bring on the agenda. In any case, they exist and we may maintain that we are the most competent to assess both their usefulness and their limits. Moreover, not only the comparative empirical work they allow is worthwhile in itself and socially relevant, but it may foster also theoretical advances. In any case, that would be irresponsible not to take our place, on that basis but also integrating our wider knowledge of the field, in the political debates on education issues.

Marie Duru-Bellat, professore di Sociologia dell’Educazione a Sciences-Po (Istituto di Scienze Politiche), Parigi (Francia), e ricercatrice all’OSC (Osservatorio Sociologico del Cambiamento). Svolge ricerche sul genere e le diseguaglianze sociali a scuola e nei sistemi educativi adottando una prospettiva valutativa e comparata.

marie.duru-bellat@wanadoo.fr

Observatoire Sociologique du Changement, Institut de Sciences Politiques 98, rue de l’Université, 75007, Paris, France

Social network e comunità di pratica nella ri-costruzione della conoscenza

di scuolademocratica, 18 marzo 2013 23:15

di Rosa Iaquinta

Abstract: I social network divengono canale di apprendimento partecipativo. Un Istituto Secondario Superiore della Calabria ha sperimentato un’azione di recupero dei debiti formativi con l’ideazione di una piattaforma funzionante come ri-costruzione della conoscenza, mediante l’utilizzo della rete come veicolo di apprendimento informale. I dati raccolti confermano che il network può innescare un processo di apprendimento attivo colmando i gap della conoscenza.

Rosa Iaquinta, docente di scuola secondaria superiore, dottore di ricerca in pedagogia. I principali interessi di ricerca riguardano le metodologie della didattica, i fattori dell’apprendimento e il rapporto insegnamento/apprendimento.
ros.laquinta@gmail.com

Spazi nuovi per la scuola

di scuolademocratica, 18 marzo 2013 23:07

di Francesco Consoli

Abstract: La separazione istituzionale tra scuola e società non è più sostenibile nei termini tradizionali. Gli articoli presentati nella sezione Esperienze di questo numero ci raccontano due casi in cui le scuole hanno introdotto delle trasformazioni degli spazi di apprendimento miranti ad aumentare la partecipazione dei soggetti coinvolti e a migliorare l’apprendimento degli studenti. In un caso si è fatto leva sulla condivisione degli spazi fisici, nell’altro sugli spazi virtuali della rete.

Francesco Consoli, attualmente indipendent scholar, ha insegnato per oltre quaranta anni Sociologia dell’organizzazione e Sociologia dell’innovazione presso la Facoltà di Scienze Statistiche della Sapienza, Università di Roma, e Sociologia delle professioni presso la Facoltà di Sociologia dello stesso ateneo. È membro dei Comitati Scientifici di Educational Reflective Practice, di Formazione e Cambiamento e della redazione di Scuola Democratica.
francoconsoli@gmail.com

La favola dei troppi laureati

di scuolademocratica, 18 marzo 2013 23:00

di Andrea Cammelli
Abstract: Il contributo evidenzia che il ritardo nei tassi laurea del Paese non è stato colmato e pone in discussione l’idea che la struttura economica e l’assetto istituzionale, così come attualmente si configurano, debbano costituire il riferimento per la determinazione dei fabbisogni di capitale umano. E’ necessario elevare la soglia educazionale, qui si sostiene, adottando strategie convergenti che orientino le iscrizioni verso indirizzi di studio funzionali alla crescita, migliorino l’efficacia del sistema universitario, rendano il sistema formativo più inclusivo, potenziando al contempo il sistema della formazione professionale.

Andrea Cammelli, già Professore di Statistica Sociale presso la Facoltà di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna, ha fatto parte della Commissione per le rilevazioni statistiche presso l’UNESCO a Parigi ed è autore di numerose ricerche e pubblicazioni sul destino sociale dei laureati italiani. È fondatore e direttore del consorzio Almalaurea.
andrea.cammelli@unibo.it

La riforma del ‘3+2’. Transizione a nuovi equilibri?

di scuolademocratica, 18 marzo 2013 22:57

di Daniele Checchi

Abstract: In questa nota si analizzano gli effetti della riforma universitaria in una prospettiva storica, come risultato della crescente domanda di partecipazione scolastica, non accompagnata da un corrispondente adattamento del sistema produttivo.

Daniele Checchi, insegna economia del lavoro e dell’istruzione all’Università degli Studi di Milano. Si occupa di diseguaglianze sociali nell’accesso al sistema educativo. È direttore del Centro Interdipartimentale WTW ‘Lavoro – Formazione – Welfare’.
daniele.checchi@unimi.it

Troppi laureati in Italia. Una storia infinita

di scuolademocratica, 18 marzo 2013 22:52

di Roberto Moscati

Abstract: In Italia si discute da tempo sul numero dei laureati in rapporto alle possibilità occupazionali. In questo articolo sostengo che il surplus di laureati sia inevitabile dato il tipo di domanda di competenze professionali presente nel mercato del lavoro; l’effetto della diffusione dell’istruzione superiore sulla stratificazione sociale tende a riprodurre le differenze a livello più alto; la realizzazione della riforma degli ordinamenti didattici non ha rispettato il dettato della norma e non è comunque responsabile della cattiva distribuzione degli studenti nelle diverse aree disciplinari e del loro eccessivo passaggio dal primo al secondo livello di laurea.

Roberto Moscati, insegna Sociologia dei processi culturali all’Università di Milano-Bicocca. Le sue ricerche riguardano l’evoluzione dei sistemi d’istruzione, con particolare riferimento all’istruzione superiore, e le caratteristiche dei principali attori (docenti, studenti, personale tecnico-amministrativo) che vi operano.
roberto.moscati@unimib.it

Verso l’integrazione delle scienze

di scuolademocratica, 18 marzo 2013 22:45

di Alberto F. De Toni

Il recente riordino del sistema degli istituti tecnici e professionali ha introdotto nella programmazione curricolare l’insegnamento delle Scienze Integrate, che racchiudono i quattro ambiti scientifici della fisica, chimica, biologia e scienze della Terra.  La tradizionale impostazione secondo cui lo studio delle scienze può essere condotto entro campi disciplinari rigidamente circoscritti e separati ha lasciato progressivamente spazio ad un approccio di tipo interdisciplinare. Insieme ad una maggiore enfatizzazione della programmazione interdisciplinare, un ulteriore elemento che è andato diffondendosi progressivamente a livello internazionale riguarda l’adozione di un’impostazione più marcatamente inquiry-based nei processi di insegnamento ed apprendimento in campo scolastico.  un ultimo aspetto è dato dal ruolo chiave esercitato dagli insegnanti nel rinnovamento dell’istruzione scientifica. I docenti infatti, in tutte le ricerche ed analisi condotte a livello internazionale, sono riconosciuti come attori fondamentali del rinnovamento della didattica delle scienze.

Alberto F. De Toni, preside della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Udine, insegna Strategia e Gestione della Produzione e Gestione dei Sistemi Complessi. È presidente della Commissione Istruzione Tecnica per la riforma degli Istituti Tecnici.

detoni@uniud.it

Qualche idea per un’agenda politica sulla scuola secondaria superiore

di scuolademocratica, 18 marzo 2013 22:42

di Mario Fierli

Abstract: Nonostante il recente riordino e, per certi aspetti, proprio a causa di questo, una politica per la Secondaria Superiore non può ridursi a semplice manutenzione. E’  ancora in corso  l’attuazione del riordino della secondaria superiore, ora al terzo anno, e sarà conclusa nel 2015. E’ difficile che nella prossima legislatura venga proposto un ulteriore riordino e dunque è assai probabile che si debba ragionare all’interno del quadro attuale. E’ però opportuno non solo  attivare il monitoraggio e la manutenzione, del resto previsto dalla legge di riordino, ma forse spingersi verso una evoluzione, sia pure dentro i limiti del modello attuale. Si tratta quindi di valutare se l’attuale assetto sia quello che può dare in futuro la risposta migliore o se non sia più opportuno fornire un primo livello di professionalità con una secondaria più breve e accelerare lo sviluppo degli Istituti Tecnici Superiori per un completamento della formazione, ove questo sia necessario.

Mario Fierli, membro del gruppo di lavoro per il riordino degli Istituti Tecnici e Professionali del gruppo di lavoro per lo Sviluppo della cultura scientifica e tecnologica.
mariofierli@virgilio.it

Primo ciclo: tra innovazione e conservazione

di scuolademocratica, 18 marzo 2013 22:37

di Caterina Manco

Abstract: Molti i tentativi di riforma per la scuola del primo ciclo negli ultimi quindici anni, ma ancora molti i nodi da sciogliere: l’introduzione delle sezioni primavera, il raccordo infanzia-primaria, il ruolo del docente unico (prevalente, coordinatore, tutor…?) connesso al pericoloso processo di secondarizzazione della scuola ‘elementare’, la caduta del rendimento scolastico nel passaggio alla scuola secondaria, la didattica nella scuola di oggi che deve tornare ad essere ‘formativa e orientativa’. Sono solo alcuni dei temi caldi su cui vale la pena di riflettere. Cosa suggerire? C’è una proposta coraggiosa per le scuole che hanno voglia di mettersi in gioco.

Caterina Manco, dirigente dell’I.C. eSpazia di Monterotondo. Ha ricoperto molti incarichi istituzionali per conto dell’USR, del MIUR e dell’INVALSI per il quale, nell’ambito del progetto ‘Valutazione e Miglioramento’, sta coordinando una rete di scuole di Puglia e Calabria. Ha fatto parte della Commissione che nel 2007 ha dato vita alle Indicazioni per il ‘Curricolo e del Gruppo di lavoro sulla durata del corso di studi’ istituito dal Ministro nell’agosto 2012.

caterina.manco@gmail.com

Autonomia scolastica, responsabilità e sviluppo: rilanciare una nuova prospettiva

di scuolademocratica, 18 marzo 2013 22:32

di Antonio Cocozza

Abstract: A partire dai dati critici relativi all’implementazione dell’autonomia nell’ordinamento scolastico italiano, nel nuovo contesto istituzionale, l’articolo si propone di rilanciare il ruolo strategico e l’alto valore sociale e civile della scuola, che dovrebbe essere finalizzato al raggiungimento di cinque diversi obiettivi strategici: promuovere l’autonomia didattica volta a offrire percorsi educativi personalizzati; incrementare la responsabilità delle scuole; attivare l’autonomia organizzativa e gestionale; investire nell’autonomia di ricerca e sviluppo; sviluppare una positiva interazione con la vocazione socio-economica e culturale della comunità locale, in una logica di integrazione sinergica tra scuola, università, mondo della ricerca scientifica-tecnologica e sistema istituzionale e produttivo.

Antonio Cocozza, professore di Sociologia del lavoro e delle organizzazioni, direttore del Master in ‘Processi organizzativi e direttivi nella scuola dell’autonomia’ e coordinatore della Commissione Ricerche e Laboratori del Dipartimento di Scienze dell’Educazione all’Università degli studi Roma Tre. Coordinatore dell’Osservatorio sulla scuola dell’autonomia e Docente di Comunicazione d’impresa e gestione delle risorse umane alla LUISS Guido Carli.
acocozza@uniroma3.it