di Leonardo Cannavò
Abstract: L’articolo rileva un complessivo disequilibrio fra la valutazione operata sulla formazione e sulla ricerca universitaria. Peraltro, un vero e proprio sfasamento caratterizza la valutazione operata nelle università e negli enti scientifici, nell’accesso alle carriere e nell’attribuzione dei finanziamenti e del merito scientifico. La via d’uscita è valorizzare il peer review system in luogo degli indici bibliometrici, rispettando le diversità valutative delle diverse comunità disciplinari, riducendo così la burocratizzazione del sistema.
Leonardo Cannavò, ordinario di Metodologia e tecnica della ricerca sociale e docente di Sociologia della ricerca e dell’innovazione nel Dipartimento di Scienze Sociali della Sapienza, Università di Roma. Esperto di tecniche di ricerca sociale applicata e valutativa, si occupa di valutazione della ricerca scientifica e di indicatori scientometrici. Consulente per enti scientifici pubblici in Italia e nel Regno Unito, esperto di organizzazione del lavoro scientifico e valutatore degli impatti delle science policies. Ha pubblicato articoli, saggi e volumi di metodi quali-quantitativi di ricerca, sociologia della scienza, comunicazione scientifica pubblica.
leonardo.cannavo@uniroma1.it
di Alberto Baccini
Abstract: L’Italia sta adottando con notevole ritardo su altri paesi europei un sistema di valutazione della ricerca. Esso è stato disegnato senza tenere in dovuto conto le distinzioni canoniche tra qualità, importanza ed impatto della ricerca; e sottovalutando le difficoltà tecniche connesse all’uso degli indicatori bibliometrici. Si profila il rischio concreto di una ennesima occasione perduta per la ricerca e l’università italiana.
Alberto Baccini, professore ordinario di economia politica all’Università di Siena. È autore del volume Valutare la ricerca scientifica. Uso e abuso degli indicatori bibliometrici, Bologna, Il Mulino (2010). È uno dei redattori di www.roars.it blog collettivo dedicato ai temi dell’università e della ricerca
alberto.baccini@gmail.com
di Luciano Benadusi
Abstract: L’Italia giunge con molto ritardo all’implementazione di un sistema di valutazione del sistema universitario ed in questo momento muove i primi passi nel campo della valutazione dei prodotti e delle strutture di ricerca. Nel tentativo di riguadagnare il terreno perduto il rischio che si corre è quello di non apprendere dalla propria esperienza e di incorrere quindi negli effetti collaterali insiti in ogni sistema di valutazione. La gestione dei tempi, la svalorizzazione delle tendenze emergenti a favore del mainstream, gli svantaggi e vantaggi correlati all’utilizzo di indici bibliometrici e della peer review, la svalutazione delle funzioni di management e coordinamento della ricerca, sono i quattro nodi cruciali che vengono evidenziati nel contributo e sui quali necessiterebbe un maggior approfondimento degli eventuali effetti non attesi. Non di meno ci si dovrà interrogare su cosa fare per evitare che la valutazione introduca squilibri tra le diverse funzioni dell’università, così come tra università ed enti pubblici di ricerca.
Luciano Benadusi, sociologo dell’educazione alla Sapienza Università di Roma.
l.benadusi@libero.it