Tag articolo: formazione professionale

Carenze e limiti dell’istruzione e formazione professionale in Italia

di scuolademocratica, 6 febbraio 2014 11:51

di Ennio Pattarin

Abstract : L’autore analizza le storiche mancanze dell’istruzione e della formazione professionale. Con l’unità nazionale, la finalità delle riforme di scolastiche Casati e di Gentile furono la creazione di una classe dirigente, con scarsa attenzione all’istruzione tecnica e professionale, richieste dai processi di modernizzazione produttiva. Dopo le riforme degli anni Sessanta e un lungo periodo di assenza riformatrice, negli ultimi decenni la riforma dell’istruzione e della formazione professionale viene posta all’attenzione dell’agenda politica con scarsi risultati. Ne sono prova i bassi livelli di rendimento scolastico, l’assenza d’investimenti per il doveroso passaggio della formazione professionale alle Regioni, il varo di una formazione professionale post-secondaria di non pari dignità rispetto all’istruzione universitaria. Il risultato di questa situazione è una scarsa contaminazione, tra saperi e capacità professionali, che invece sarebbe sempre più necessaria nell’attuale società della conoscenza.

Ennio Pattarin è professore di sociologia economica, le sue ricerche riguardano l’istruzione e le problematiche migratorie
nota biografica degli autori in inglese

ester.ennio@libero.it

N°3 2013 – settembre-dicembre 2013, Il Mulino Editore

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di scuolademocratica, 6 febbraio 2014 11:04

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indice SD

N°3 2013 – settembre-dicembre 2013

Special Issue: EDUCATION/WELFARE

Introduzione
a cura di Massimo Paci

Per lungo tempo gli studi sui sistemi nazionali di istruzione e quelli sui sistemi nazionali di protezione sociale si sono sviluppati senza relazioni o connessioni tra loro. Si è potuto vedere anzi nel welfare e nell’education due settori di policy alternativi, caratterizzati cioè dall’esistenza di un trade-off tra di loro. Questo numero di Scuola Democratica nella sua parte monografica intende contribuire al superamento della separazione tra questi due settori di studio.  (continua a leggere l’introduzione)

L’interazione tra welfare e education: gli effetti sull’uguaglianzadi opportunità. Una non intervista a GØsta Esping-Andersen
di GØsta Esping-Andersen (scarica abstract)

SAGGI
A social investment strategy for the knowledge-based economy? (scarica abstract)
di Nathalie Morel. Commenti di Andrea Ciarini, Emanuele Pavolini e Stefania Cerea

Istruzione e welfare: modelli e andamenti della spesa
di Chiara Agostini (scarica abstract)

Carenze e limiti dell’istruzione e formazione professionale in Italia
di Ennio Pattarin (scarica abstract)

MODELLI DI WELFARE E DI EDUCATION

Partisan Politics, the Welfare State, and Three Worlds of Human Capital Formation.
Una sintesi dello studio di Torben Iversen e John D. Stephens
a cura della Redazione (scarica abstract)

Può la teoria dei tre regimi di welfare applicarsi anche all’istruzione e alla formazione?
di Luciano Benadusi (scarica abstract)

Verso un modello UE del capitale umano?
di Maurizio Ferrera (scarica abstract)

Welfare ed education: il ruolo del sistema politico-istituzionale
di Massimo Paci (scarica abstract)

…AND OTHER TOPICS

SAGGI

L’università tra quasi-mercato e quasi-comunità
di Gloria Regonini (scarica abstract)

Gli stili di dirigenza scolastica in Italia secondo l’indagine TALIS (scarica abstract)
di Giancarlo Gasperoni e Debora Mantovani. Commento di Antonino Petrolino

People first. Rethinking educational policies in times of crisis using the capability approach
di Alejandra Boni e Begoña Arias (scarica abstract)

Disuguaglianze 2.0: divari nell’uso di Internet tra studenti. Uno studio tra i diplomandi di quattro province piemontesi
di Marianna Filandri e Tania Parisi (scarica abstract)

ANALISI E PUNTI DI VISTA SULLA SCUOLA

Il ruolo dell’istruzione formale nella formazione dei valori e dei comportamenti di cittadinanza attiva
di Loredana Sciolla (scarica abstract)

Commento al volume di Norberto Bottani, Requiem per la scuola?
di Luisa Ribolzi (scarica abstract)

Gloria e non Requiem
di Vittorio Campione (scarica abstract)

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE SULL’EDUCATION

Diventare insegnanti in Europa. Una comparazione tra quattro Paesi
Una sintesi di Gianluca Argentin e Orazio Giancola (scarica abstract)

RECENSIONI (scarica intera sezione)
Lauder, H., Young, M., Daniels, H., Balarin, M. e Lowe, J. (edited by) (2012),
Educating for the Knowledge Economy? Critical Perspectives
a cura di Francesco Consoli

Viteritti, A. (2013), Scienza in formazione. Corpi, materialità e scrittura in laboratorio
a cura di Maurizio Lichtner

Benadusi, M. (2012), Il segreto di Cybernella. Governance dell’accoglienza e pratiche locali di integrazione educative
a cura di Domenico Zagaglia

Serpieri, R, (2012), Senza leadership: la costruzione del dirigente scolastico.Dirigenti ed autonomia nella scuola italiana
a cura di Marco Pitzalis

Pastore, F. (2011), Fuori dal tunnel. La difficile transizione dalla scuola al lavoro in Italia e nel mondo
a cura di Gianfranco De Simone

Cortese, A. (2013), Carriere mobili. Percorsi lavorativi di giovani istruiti nel Mezzogiorno
a cura di Fabrizio Pirro

Richini, P. (a cura di) (2012), Strumenti per la formazione esperienziale dei manager
a cura di Assunta Viteritti

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE SULL’EDUCATION

Questa sezione non è contenuta nel numero in libreria ma è accessibile gratuitamente e per intero on line dal nostro sito ( vai alla sezione on line )

Teacher education in Germany: traditional structure, strengths and weaknesses, current reforms

di Hans-Georg Kotthoff & Ewald Terhart

Becoming a teacher in England – education or training?

di Anton Franks

Stability, structure and development. Features constituting Finnish teacher education

di Jessica Aspfors, Sven-Erik Hansén, Johanna Ray

Rilanciare lo sviluppo e gli investimenti per ridurre il disorientamento alla formazione e al lavoro

di scuolademocratica, 16 giugno 2012 11:52

di Maurizio Drezzadore

Abstract: La riflessione presentata offre una serie di richiami ai problemi che affliggono i giovani italiani di fronte alle enormi difficoltà che nel nostro paese si palesano per l’entrata e la permanenza nel mondo del lavoro. Vengono così sottolineati i principali ostacoli specialmente in relazione al rapporto tra i giovani e il mondo della formazione, alle lacune nei servizi di orientamento e in generale viene esaminata la contraddizione tutta italiana tra l’elevato potenziale del tessuto produttivo e l’incapacità del sistema scolastico e formativo di intercettarne le esigenze professionali.

Maurizio Drezzadore, ha ricoperto diversi incarichi associativi, in particolare quello di presidente regionale delle Acli del Veneto. Attualmente è Presidente dell’ENAIP, responsabile della rivista Formazione & Lavoro, consigliere del CNEL.

drezzadore@enaip.it

C’è fiducia nei confronti dell’istruzione tecnica e professionale?

di scuolademocratica, 16 giugno 2012 11:49

di Costanza Bettoni

Abstract: Nel contributo si focalizza l’attenzione sul sostegno finanziario ai percorsi di istruzione e formazione professionale, che hanno visto dalla loro istituzione ad oggi un incremento considerevole di iscritti e registrato un buon livello di performance. Da una rapida rassegna di alcuni dei dati principali che descrivono il sistema (l’accesso, gli esiti formativi e professionali, il finanziamento) emerge un quadro di debole sostegno finanziario da parte dello Stato, nonostante tale segmento formativo sia parte del sistema educativo nazionale, rinviando alle Regioni e Province Autonome l’assunzione di tale onere.

Costanza Bettoni, dirigente del Settore Istruzione e Formazione professionale di Tecnostruttura delle Regioni per il FSE. Negli anni ha collaborato con la Sapienza Università di Roma, dove ha conseguito un dottorato di ricerca in Pedagogia Sperimentale con un focus specifico sul tema dell’economia dell’educazione.

c.bettoni@tecnostruttura.it

Formazione professionale e apprendistato:strumenti fondamentali per sostenere l’occupazione giovanile

di scuolademocratica, 16 giugno 2012 11:46

di Domenico Sugamiele

Abstract: La crisi economico-finanziaria ha fatto emergere con forza la crisi strutturale del nostro sistema educativo. Un sistema che, nonostante le retoriche riformatrici del più recente dibattito politico, continua a concentrarsi sullo sviluppo della ‘formazione generale’ – liceale e accademica – escludendo dai processi educativi la formazione per il lavoro e sul lavoro. Il risultato è che siamo l’unico Paese europeo privo di un sistema di formazione professionale secondario e terziario. D’altro canto la composizione del sistema imprenditoriale, costituito da piccole imprese, non favorisce l’investimento in innovazione e ricerca e, più in generale, in capitale umano. Ne consegue che il sistema formativo e il mercato del lavoro costringono i nostri giovani ad una lunga transizione alla vita attiva anche attraverso un insieme di protezioni normative che favorisce gli occupati a scapito dei giovani.

Domenico Sugamiele, Segretario generale del Centro di Iniziativa e di Ricerca sul Sistema Educativo e Scientifico (CIRSES); è stato Direttore del Dipartimento Sistemi Formativi dell’Istituto per la Formazione Professionale dei Lavoratori (ISFOL).

domesu@fastwebnet.it

La strategia europea per il lifelong learning: un’interpretazione in termini di regimi di politica pubblica

di scuolademocratica, 3 febbraio 2012 22:16

di Eric Verdier

ABSTRACT:  Il saggio propone un’analisi comparata delle politiche pubbliche per lo sviluppo del lifelong learning in alcuni Paesi europei. Incentivate dalle recenti risoluzioni europee per promuovere e valorizzare l’apprendimento permanente, ‘sia dentro che fuori la scuola’, tali politiche dovrebbero garantire le competenze richieste dalla società della conoscenza e salvaguardare l’equità e la coesione sociale. L’autore individua e illustra cinque regimi idealtipici di politica pubblica, declinati secondo varie forme di giustificazione (Boltanski e Thévenot, 1991) ossia secondo i diversi principi di giustizia e legittimità che caratterizzano le istituzioni volte a regolare il settore educativo e formativo. Tre di loro – i regimi ‘corporativisti’, ‘accademici’ e ‘universalistici’ – sono de-mercificati (Esping-Andersen, 1999); gli altri due sono market oriented: ‘libera concorrenza di mercato’ e ‘mercato regolamentato’. Lo studio di cinque modelli nazionali di politiche per il lifelong learning, ognuno dei quali non è la mera espressione di uno solo dei cinque regimi, sottolinea la diversità dei sistemi di istruzione e formazione professionale in Svezia, Germania, Danimarca, Francia e Gran Bretagna, descrivendone i pregi, i limiti e le potenzialità. La recente ibridazione dei modelli è incoraggiata da una politica europea che promuove la comparazione degli esperimenti nazionali e favorisce la circolazione di ‘buone idee e pratiche’.

Eric Verdier, direttore di ricerca del cnrs presso il lest (Laboratorio di Econo­mia e di Sociologia del Lavoro), Università d’Aix-Marseille. I suoi ambiti di ricerca: economia e sociologia del lavoro e della formazione, sociologia del­le politiche pubbliche e comparazioni internazionali. Membro del Comitato di redazione della rivista Travail et Emploi, del comitato editoriale dell’Eu­ropean Journal of Vocational Training e del network di ricerca del CNRS RAPPE (Réseau d’Analyse Pluridisciplinaire des Politiques Educatives).