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Integrare filiere formative e filiere produttive per lo sviluppo del paese

di scuolademocratica, 6 novembre 2013 16:34

di Claudio Gentili

Abstract: L’autore analizza i cambiamenti dello scenario industriale, italiano e globale, e li mette in relazione con il sistema educativo. Dopo aver evidenziato i motivi della scarsa integrazione tra sistemi produttivi e sistemi formativi in Italia, che generano un ritardo competitivo del nostro capitale umano, si individuano i fattori chiave in grado di innescare un processo di sviluppo economico che parta dall’istruzione. Facendo riferimento ai territori, con le loro vocazioni produttive e le loro peculiarità formative, l’autore propone un rilancio del manifatturiero da abbinare ad investimenti in formazione tecnica e professionale. L’analisi ripercorre inoltre il quadro dei finanziamenti europei della formazione e le nuove frontiere della “gara della conoscenza” che si sta sviluppando tra le principali aree economiche del globo. Europa ed Italia hanno davanti nuove sfide che potranno essere affrontate soltanto con una maggiore integrazione tra filiere produttive e filiere formative.

Claudio Gentili, Confindustria, Politiche territoriali, innovazione e education, c.gentili@confindustria.it

Le competenze degli adulti

di scuolademocratica, 16 giugno 2012 10:30

di Vittoria Gallina

Abstract: Sulla base di quali riferimenti si nominano le competenze della popolazione adulta? La risposta a questa domanda non è facile , il tema infatti  è oggetto di molti studi e di molte pubblicazioni, le questioni che il tema stesso solleva tuttavia rimandano a contesti ed ambiti disciplinari che appartengono alla psicologia, al mondo del lavoro ed alla qualità delle molte società del mondo globale. Il contributo che viene qui presentato ragiona su due punti di vista, che esprimono due diversi approcci al problema. Un approccio normativo, che le identifica per proporle ai sistemi di istruzione e formazione, e un approccio esplorativo/valutativo, che le esamina entro contesti definiti e le valuta  in relazione a bisogni e situazioni socio-culturali e lavorative. I due approcci, consentono di nominare e definire queste competenze, di arricchirne il significato e la comprensione. In questo modo è possibile affrontare anche la questione delle competenze necessarie agli adulti e quella delle competenze utili agli adulti; questa discussione non è un esercizio teorico astratto, ma un terreno problematico  di riflessione sul tema del cambiamento nel mondo attuale e sui processi, non sempre univoci e lineari, che lo accompagnano.

Vittoria Gallina, esperta in Educazione degli adulti, docente a contratto presso l’Università di Roma3 e l’università Sapienza di Roma. Responsabile per l’Italia delle due indagini OCSE sulle competenze della popolazione adulta (IALS e ALL). Autrice di saggi e articoli relativi al tema delle competenze degli adulti, collabora con Istituti di ricerca e riviste.

vgallina40@yahoo.it

Apprendere trasformando: costruire e abitare le proprie pratiche lavorative

di scuolademocratica, 3 febbraio 2012 22:12

di Cristina Zucchermaglio, Giuseppe Scaratti e Lorenza Ferrai

ABSTRACT:  Come utilizzare le competenze della comunità di pratiche per l’innovazione organizzativa? Usando come riferimento la teoria dell’attività (Engeström, 2006; Vygotskij, 1978) il cambiamento è il risultato della co-costruzione collettiva da parte degli attori organizzativi di nuove forme di ‘espansione’ organizzativa (Zucchermaglio, 2002). Tale quadro teorico ha guidato un percorso rivolto ai coordinatori pedagogici della Federazione Provinciale delle Scuole Materne di Trento. Anche mediante l’analisi di estratti di interazioni discorsive tra i partecipanti vengono evidenziati i punti di forza, nonché di criticità, di tale Laboratorio per il Cambiamento Organizzativo, che può essere considerato un caso di ‘successo’ di costruzione, condivisione e innovazione delle pratiche lavorative in una comunità lavorativa.

Cristina Zucchermaglio, professore ordinario di Psicologia sociale presso il Dipartimento di Psicologia dei processi di sviluppo e socializzazione della Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza Università di Roma. I suoi principali interessi di ricerca riguardano gruppi e sistemi di cognizione di­stribuita, competenze esperte e socializzazione, pratiche sociali di decisione, collaborazione e interazione mediate da tecnologie, metodologie etnografi­che e discorsive di analisi di processi psico-sociali.

Giuseppe Scaratti, professore ordinario di Psicologia del Lavoro e delle Orga­nizzazioni presso il Dipartimento di Psicologia della Facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano. I suoi principali interessi di ricerca ri­guardano la formazione, l’apprendere nelle organizzazioni, la ricerca quali­tativa applicata alle pratiche lavorative, i processi di gestione nella circola­zione delle conoscenze.

Lorenza Ferrai, responsabile del Settore Ricerca, Formazione e Servizi peda­gogici della Federazione provinciale Scuole materne di Trento. Si occupa principalmente della formazione e della ricerca a sostegno dei processi di costruzione della conoscenza nella scuola dell’infanzia.