Tag articolo: mercato del lavoro

Integrare filiere formative e filiere produttive per lo sviluppo del paese

di scuolademocratica, 6 novembre 2013 16:34

di Claudio Gentili

Abstract: L’autore analizza i cambiamenti dello scenario industriale, italiano e globale, e li mette in relazione con il sistema educativo. Dopo aver evidenziato i motivi della scarsa integrazione tra sistemi produttivi e sistemi formativi in Italia, che generano un ritardo competitivo del nostro capitale umano, si individuano i fattori chiave in grado di innescare un processo di sviluppo economico che parta dall’istruzione. Facendo riferimento ai territori, con le loro vocazioni produttive e le loro peculiarità formative, l’autore propone un rilancio del manifatturiero da abbinare ad investimenti in formazione tecnica e professionale. L’analisi ripercorre inoltre il quadro dei finanziamenti europei della formazione e le nuove frontiere della “gara della conoscenza” che si sta sviluppando tra le principali aree economiche del globo. Europa ed Italia hanno davanti nuove sfide che potranno essere affrontate soltanto con una maggiore integrazione tra filiere produttive e filiere formative.

Claudio Gentili, Confindustria, Politiche territoriali, innovazione e education, c.gentili@confindustria.it

Fachhochschulen: stato di salute di un’esperienza tedesca di successo

di scuolademocratica, 6 novembre 2013 16:26

di Fiammetta Corradi

Abstract : L’articolo illustra le caratteristiche del canale professionalizzante dell’istruzione terziaria in Germania, rappresentato dalle Fachhochschulen, ripercorrendone la storia e l’evoluzione. Attraverso l’analisi di dati tratti da viarie fonti si perviene alla conclusione che le Fachhochschulen non solo non hanno perso attrattività per gli studenti nazionali e internazionali a seguito del Processo di Bologna, ma anzi sono divenute destinatari di ingenti finanziamenti federali per la ricerca applicata in esse condotta. Da un lato, quindi, si evidenzia come le differenze di status e di prestigio tra università e Fachhochschulen si siano erose a vantaggio delle seconde, dall’altro si sottolinea come il principale punto di forza di queste istituzioni formative continui a risiedere nella collaborazione a livello locale con le piccole e medie imprese, presso cui gli studenti intraprendono stage professionalizzanti: un modello che potrebbe essere di riferimento, nonostante le differenze strutturali tra il sistema tedesco e quello italiano, per correggere la scarsa relazione della formazione universitaria con il mondo del lavoro in Italia.

Fiammetta Corradi è ricercatrice in Sociologia presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università degli Studi di Pavia, dove insegna Teoria Sociologica. E’ membro del Centro Interdipartimentale di Studi e Ricerche sui Sistemi di Istruzione Superiore dell’Università di Pavia, dell’Italian Centre for Research on University and Higher Education Systems dell’Università degli Studi di Milano e del Consortium of Higher Education Researchers dell’Università di Kassel. fiammetta.corradi@unipv.it

Proseguire gli studi conviene ancora?

di scuolademocratica, 6 novembre 2013 16:10

di Emilio Reyneri e Federica Pintaldi

Abstract: Anche in Italia non si può dire che la disoccupazione giovanile sia anche intellettuale, cioè che un titolo di studio più elevato costituisce una difficoltà aggiuntiva per i giovani in cerca di lavoro. Infatti, l’articolo mostra che un livello di istruzione più elevato in realtà costituisce un vantaggio sia per i giovani sia per gli adulti, perché riduce il rischio di disoccupazione. E la crisi ha accentuato, sia pur di poco, questo relativo vantaggio dei più istruiti. Tuttavia, in Italia il rendimento dell’istruzione è decisamente ridotto rispetto agli altri paesi europei, dove i più istruiti, sia giovani sia adulti, trovano molto più rapidamente un’occupazione dei meno istruiti. Inoltre, in Italia i giovani istruiti spesso trovano lavori che non rispondono al proprio livello di istruzione, anche se si può pensare che ciò accada più frequentemente a chi ha avuto un percorso di studi irregolare. Il fenomeno della sovra-istruzione è diffuso in tutti i paesi europei, ma in Italia appare in forte crescita. La causa dello scarso vantaggio dell’istruzione, però, non è un eccesso di offerta di lavoro istruita, poiché la percentuale di laureati e diplomati tra i giovani è inferiore alla media europea, ma a un forte deficit di domanda di lavoro altamente qualificato.

Emilio Reyneri è Professore di Sociologia del lavoro presso il Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università di Milano Bicocca. Membro del Governing Council dell’European Network of excellence EQUALSOC dal 2005 al 2010 e della Commissione Scientifica Istat per la misura del benessere dal 2011 al 2012.

emilio.reyneri@unimib.it. 

Federica Pintaldi è ricercatore all’Istat, dirigente dell’unità operativa “Analisi, diffusione e indagini ad hoc sul mercato del lavoro” della Rilevazione sulle forze lavoro. Partecipa a numerosi progetti di ricerca tra i quali Quality of employment organizzato da UNECE/ILO/Eurostat, Commissione Benessere Equo e Sostenibile del Cnel-Istat.

pintaldi@istat.it

N°2 2013 – maggio-agosto 2013, Il Mulino Editore

di scuolademocratica, 6 novembre 2013 14:42

cover sd 2 2013 nuova serie maggio agosto special issue

ISBN: 978-88-15-24407-9 Annata: IV

Questo volume è il primo di una serie di tre numeri speciali dedicati al tema della Conoscenza, apprendimento, educazione ai tempi della crisi. In particolare questo Special Issue affronta il tema Education, Occupazione e crescita e copre  un’estrema  varietà  di  temi,  che vanno dalle forme organizzative della fornitura di istruzione, alle scelte individuali di accesso, che sono strettamente interconnesse  agli  esiti  individuali  sul  mercato  del  lavoro.   ( continua a leggere l’introduzione )

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Indice SD
N°2 2013 – maggio-agosto 2013
Special Issue: EDUCATION, OCCUPAZIONE E CRESCITA

Introduzione (scarica)

di Daniele Checchi

Daniele Checchi,Dipartimento di economia, management e metodi quantitativi, Università degli studi di Milano

SAGGI
Proseguire gli studi conviene ancora?
di Emilio Reyneri e Federica Pintaldi (scarica abstract)
Emilio Reyneri, Dipartimento di sociologia e ricerca sociale, Università di Milano Bicocca; Federica Pintaldi, ISTAT

Le immatricolazioni nell’università italiana: evidenze recenti e spunti di riflessione
di Vincenzo Mariani, Pasquale Montanaro e Marco Paccagnella (scarica abstract)
Vincenzo Mariani, Banca d’Italia, sede di Bari; Pasqualino Montanaro, Banca d’Italia, sede di Ancona; Marco Paccagnella, Banca d’Italia, filiale di Trento

L’overeducation in Italia: le determinanti e gli effetti salariali nei dati AlmaLaurea
di Floro Ernesto Caroleo e Francesco Pastore (scarica abstract)
Floro Ernesto Caroleo, Università di Napoli Parthenope ; Francesco Pastore, Seconda Università di Napoli

Istruzione e qualità dell’occupazione in Sicilia. Sprechi di capitale umano fra vincoli strutturali e irresponsabilità pubbliche
di Maurizio Avola e Anna Cortese (scarica abstract)
Maurizio Avola, Dipartimento di analisi dei processi politici, sociali e istituzionali, Università di Catania ; Anna Cortese, Dipartimento di analisi dei processi politici, sociali e istituzionali, Università di Catania

Fachhochschulen: lo stato della questione oggi
di Fiammetta Corradi (scarica abstract)
Fiammetta Corradi, Dipartimento di scienze economiche e aziendali, Università di Pavia

SCENARI INTERNAZIONALI

Uno sguardo oltre il 2015: in vista dei nuovi obiettivi del Millennium per l’istruzione
di Piero Cipollone (scarica abstract)
Piero Cipollone, Banca Mondiale

Politiche europee e re-thinking education. Intervista ad Androulla Vassiliou
di Giorgio Allulli scarica
Giorgio Allulli, esperto di formazione ;
Androulla Vassiliou,  Commissario europeo per l’istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù nella Commissione Barroso II, dal 2010

Virtù e limiti del sistema duale tedesco. Intervista a Hans-Peter Blossfeld
di Daniele Checchi   scarica

Daniele Checchi, Dipartimento di economia, management e metodi quantitativi, Università degli studi di Milano;
Hans-Peter Blossfeld, Istituto Universitario Europeo di Firenze

EDUCATION, INNOVAZIONE E SVILUPPO LOCALE

Introduzione
di Ennio Pattarin (scarica abstract)
Ennio Pattarin, professore di sociologia economica

Integrare filiere formative e filiere produttive per lo sviluppo del paese
di Claudio Gentili (scarica abstract)
Claudio Gentili, Confindustria, Politiche territoriali, innovazione e education

Le relazioni tra università e imprese in Piemonte. I canali e le motivazioni del trasferimento tecnologico regionale
di Federica Rossi e Aldo Geuna (scarica abstract)

Federica Rossi, Department of management, Birkbeck, University of London;  Aldo Geuna, Dipartimento di economia e statistica Cognetti de Martiis, Università di Torino

Università e sviluppo nella Terza Italia: il caso della Toscana
di Luigi Burroni e Alberto Gherardini (scarica abstract)

Luigi Burroni, Dipartimento di scienze della comunicazione, Università di Teramo; Alberto Gherardini, Dipartimento di scienze politiche e sociali, Università di Firenze

Scuola e sviluppo nella Terza Italia: il caso delle Marche
di Marco Arlotti (scarica abstract)

Marco Arlotti,Dipartimento di economia, società, politica, Università degli studi di Urbino Carlo Bo

DIBATTITO: SCUOLA, CONCORRENZA, REGOLAZIONE

Autonomia scolastica in un sistema pubblico: un cerchio che si può quadrare
di Andrea Ichino (scarica abstract)

Andrea Ichino, Dipartimento di scienze economiche, Università di Bologna

Opting out: un contributo alla soluzione, non certo la soluzione
di Paolo Sestito (scarica abstract)

Paolo Sestito, Banca d’Italia

Più autonomia ma senza segregazione
di Andrea Gavosto (scarica abstract)

Andrea Gavosto, Fondazione Giovanni Agnelli

Usi (e abusi) dell’autonomia scolastica
di Daniele Checchi (scarica abstract)

Daniele Checchi, Dipartimento di economia, management e metodi quantitativi, Università degli studi di Milano

L’UNIVERSITÀ TRA RIFORME E VALUTAZIONE

«Quando è troppo è troppo». Necessità e sovrabbondanze nell’università italiana in crisi
di Francesco Miele (scarica abstract)

Francesco Miele, Dipartimento di sociologia e ricerca sociale, Università di Trento

La società che non sa rischiare

di Giovanni Ragone (scarica abstract)

Giovanni Ragone, Dipartimento di storia dell’arte e spettacolo, Sapienza Università di Roma

Equità sociale dell’università e competitività della nostra economia. L’espansione delle lauree è veramente utile? Come investire meglio le risorse pubbliche
di Carlo Barone (scarica abstract)

Carlo Barone, Dipartimento di sociologia e ricerca sociale, Università degli studi di Trento

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE SULL’EDUCATION

Sviluppi recenti della valutazione dell’istruzione superiore in Europa

di Massimiliano Vaira (scarica articolo)

Massimiliano Vaira, Università di Pavia

RECENSIONI

Ball, S.J., Maguire, M., Goodson,I.F. (eds) (2012), Education, Capitalism and the Global Crisis, London/New York, Routledge
di Emiliano Grimaldi
Turri, M. (2011), L’università in transizione. Governance, struttura economica e valutazione, Milano, Guerini e Associati
di Gioia Pompili
AA.VV. (2012), Tra scuola e lavoro.Come aiutare i diplomati tecnici e professionali a trovare lavoro, in Studi e documenti degli annali della pubblica Istruzione, 139, Firenze, Le Monnier
di Giorgio Allulli
Grimaldi E., Romano T. e Serpieri, R.(2011), I discorsi della dispersione. Una politica di partenariato, Napoli, Liguori
di Maurizio Merico
Lauria, F. (2011), Le 150 ore per il diritto allo studio. Analisi, memorie, echi di una straordinaria esperienza sindacale, Roma, Edizioni Lavoro
di Luca Salmieri

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE SULL’EDUCATION
Questa sezione non è contenuta nel numero in libreria ma è accessibile gratuitamente e per intero on line dal nostro sito ( vai alla sezione on line )

di Massimiliano Vaira
di Barbara M. Kehm
di Thierry Chevaillier
di John Brennan and Laura Bellingham
di Javier Vidal & Camino Ferreira
di Alfredo Squarzoni

L’apprendistato in Europa

di scuolademocratica, 16 giugno 2012 09:51

di Lisa Rustico

Abstract: L’istituto dell’apprendistato sintetizza il passato e può rappresentare il futuro dell’occupazione e della formazione giovanile in Europa. Sin dal Medioevo è stato uno dei contratti di lavoro più antichi e diffusi e, ancora oggi, molti Paesi al mondo, compresa l’Italia, stanno investendo nel suo rilancio. Di fronte al comune proposito di valorizzare l’apprendistato come il canale privilegiato per l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, le risposte dei Paesi europei sono assai diversificate, oltre che complesse, alla luce delle sfide contemporanee e future del mercato del lavoro. Il presente articolo descrive e compara i sistemi nazionali di apprendistato in Germania, Gran Bretagna, Italia, Svizzera, soffermandosi su una selezione di aspetti – giuslavoristici e legati ai profili formativi – dell’istituto, al fine di evidenziare similitudini e differenze tra i Paesi. L’analisi comparata intende mettere in luce i punti di forza e i punti di debolezza del modello italiano, in considerazione delle opportunità create dai recenti cambiamenti giuridico-istituzionali, a fronte dell’emergenziale situazione dei giovani nel mercato del lavoro.

Lisa Rustico, assegnista di ricerca presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e dottoranda presso la Scuola Internazionale di Dottorato in ‘Formazione della Persona e Diritto del Mercato del Lavoro’, dove svolge una ricerca comparata sull’apprendistato in Italia e nel Regno Unito. È direttore scientifico di www.fareapprendistato.it e Research Fellow di Adapt nel campo della formazione per il mercato del lavoro.

lisa.rustico@unimore.it

Interrogarsi su apprendimento, formazione e lavoro a partire dalla crisi

di scuolademocratica, 3 febbraio 2012 22:51

di Alessandro Ferrucci e Costanza Bettoni

ABSTRACT:  Il contributo analizza l’impatto della crisi sul rapporto tra domanda e offerta di competenze in Europa e in Italia. L’inasprimento del fenomeno di overeducation è un tratto comune che emerge dagli studi CEDEFOP, EXCELSIOR e UNIONCAMERE. Il contesto italiano è caratterizzato tuttavia da una consistente domanda insoddisfatta di qualifiche inferiori rispetto alla laurea. Il contributo analizza dunque il ruolo delle Regioni nel favorire lo sviluppo e il miglioramento del sistema di formazione professionale in particolare nel segmento iniziale. Gli studi ISFOL indicano risultati incoraggianti sul fronte dell’occupabilità. Tuttavia, se l’architettura del sistema appare ormai messa a punto, sul piano dell’implementazione si riscontrano invece differenze di rilievo tra l’offerta proveniente dalle scuole e quelle che è messa in campo dalle agenzie formative. Questo aspetto mostra che una maggiore cooperazione tra questi due sistemi si pone come condizione di successo per lo sviluppo di politiche capaci di avvicinare educazione, formazione e lavoro.

Alessandro Ferrucci, direttore di Tecnostruttura delle Regioni per il FSE. È stato coordinatore dei dipartimenti Politiche Economiche e del Lavoro e Forma­zione e Lavoro della Regione Toscana. Ha coordinato le Regioni per le ma­terie della formazione, del lavoro e del FSE e ha coperto il ruolo di direttore dell’Assessorato alla Scuola, Formazione e Lavoro della Regione Lazio.

Costanza Bettoni, dirigente del Settore Istruzione e Formazione professionale di Tecnostruttura delle Regioni per il FSE. Negli anni ha collaborato con la Sapienza Università di Roma, dove ha conseguito un dottorato di ricerca in Pedagogia sperimentale con un focus specifico sul tema dell’economia dell’educazione.

Dai fabbisogni professionali alle competenze: un nuovo approccio per l’analisi del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro

di scuolademocratica, 3 febbraio 2012 22:43

di Domenico Mauriello

ABSTRACT:  Il contributo analizza i risultati delle indagini Excelsior, adottando un’ottica di medio e lungo periodo, e discute sulle problematiche di matching che si riscontrano nel caso della domanda e offerta di lavoro in Italia, dal punto di vista del tipo di competenze che entrano in gioco. Le competenze trasversali appaiono fondamentali per soddisfare le esigenze espresse dai datori di lavoro delle imprese italiane. La strategicità delle skills trasversali vale tanto per le occupazioni di medio e basso livello che per quelle apicali. Nel caso dei profili professionali di medio e basso livello il sistema formativo italiano risulta ancora lontano nel fornire adeguate competenze trasversali. A ciò si aggiunge la scarsità di personale disponibile a ricoprire posizioni e mansioni di basso prestigio sociale. Nel secondo caso, i profili professionali apicali, si registrano invece risultati incoraggianti: i sistemi di apprendimento e di qualificazione – in particolare l’università – sembrano aver sviluppato una maggiore attenzione, rispetto al passato, per lo sviluppo di competenze trasversali tra i loro utenti. Resta tuttavia evidente la lacuna dovuta alla poco diffusa abitudine dei giovani ad avere esperienze formative sul lavoro o almeno in contesti organizzativi che ne ricalcano la complessità.

Domenico Mauriello, è responsabile del Centro Studi Unioncamere di Roma e co­ordinatore del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro. Ha maturato esperienze specifiche sui temi legati allo sviluppo economico territoriale e ha partecipato a numerosi gruppi di ricerca sull’evoluzione dei sistemi imprenditoriali e del mercato del lavoro. Ha curato rapporti e pubblicazioni scientifiche, a livello nazionale e internazionale.