Tag articolo: mercato del lavoro

L’apprendistato in Europa

di scuolademocratica, 16 giugno 2012 09:51

di Lisa Rustico

Abstract: L’istituto dell’apprendistato sintetizza il passato e può rappresentare il futuro dell’occupazione e della formazione giovanile in Europa. Sin dal Medioevo è stato uno dei contratti di lavoro più antichi e diffusi e, ancora oggi, molti Paesi al mondo, compresa l’Italia, stanno investendo nel suo rilancio. Di fronte al comune proposito di valorizzare l’apprendistato come il canale privilegiato per l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, le risposte dei Paesi europei sono assai diversificate, oltre che complesse, alla luce delle sfide contemporanee e future del mercato del lavoro. Il presente articolo descrive e compara i sistemi nazionali di apprendistato in Germania, Gran Bretagna, Italia, Svizzera, soffermandosi su una selezione di aspetti – giuslavoristici e legati ai profili formativi – dell’istituto, al fine di evidenziare similitudini e differenze tra i Paesi. L’analisi comparata intende mettere in luce i punti di forza e i punti di debolezza del modello italiano, in considerazione delle opportunità create dai recenti cambiamenti giuridico-istituzionali, a fronte dell’emergenziale situazione dei giovani nel mercato del lavoro.

Lisa Rustico, assegnista di ricerca presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e dottoranda presso la Scuola Internazionale di Dottorato in ‘Formazione della Persona e Diritto del Mercato del Lavoro’, dove svolge una ricerca comparata sull’apprendistato in Italia e nel Regno Unito. È direttore scientifico di www.fareapprendistato.it e Research Fellow di Adapt nel campo della formazione per il mercato del lavoro.

lisa.rustico@unimore.it

Interrogarsi su apprendimento, formazione e lavoro a partire dalla crisi

di scuolademocratica, 3 febbraio 2012 22:51

di Alessandro Ferrucci e Costanza Bettoni

ABSTRACT:  Il contributo analizza l’impatto della crisi sul rapporto tra domanda e offerta di competenze in Europa e in Italia. L’inasprimento del fenomeno di overeducation è un tratto comune che emerge dagli studi CEDEFOP, EXCELSIOR e UNIONCAMERE. Il contesto italiano è caratterizzato tuttavia da una consistente domanda insoddisfatta di qualifiche inferiori rispetto alla laurea. Il contributo analizza dunque il ruolo delle Regioni nel favorire lo sviluppo e il miglioramento del sistema di formazione professionale in particolare nel segmento iniziale. Gli studi ISFOL indicano risultati incoraggianti sul fronte dell’occupabilità. Tuttavia, se l’architettura del sistema appare ormai messa a punto, sul piano dell’implementazione si riscontrano invece differenze di rilievo tra l’offerta proveniente dalle scuole e quelle che è messa in campo dalle agenzie formative. Questo aspetto mostra che una maggiore cooperazione tra questi due sistemi si pone come condizione di successo per lo sviluppo di politiche capaci di avvicinare educazione, formazione e lavoro.

Alessandro Ferrucci, direttore di Tecnostruttura delle Regioni per il FSE. È stato coordinatore dei dipartimenti Politiche Economiche e del Lavoro e Forma­zione e Lavoro della Regione Toscana. Ha coordinato le Regioni per le ma­terie della formazione, del lavoro e del FSE e ha coperto il ruolo di direttore dell’Assessorato alla Scuola, Formazione e Lavoro della Regione Lazio.

Costanza Bettoni, dirigente del Settore Istruzione e Formazione professionale di Tecnostruttura delle Regioni per il FSE. Negli anni ha collaborato con la Sapienza Università di Roma, dove ha conseguito un dottorato di ricerca in Pedagogia sperimentale con un focus specifico sul tema dell’economia dell’educazione.

Dai fabbisogni professionali alle competenze: un nuovo approccio per l’analisi del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro

di scuolademocratica, 3 febbraio 2012 22:43

di Domenico Mauriello

ABSTRACT:  Il contributo analizza i risultati delle indagini Excelsior, adottando un’ottica di medio e lungo periodo, e discute sulle problematiche di matching che si riscontrano nel caso della domanda e offerta di lavoro in Italia, dal punto di vista del tipo di competenze che entrano in gioco. Le competenze trasversali appaiono fondamentali per soddisfare le esigenze espresse dai datori di lavoro delle imprese italiane. La strategicità delle skills trasversali vale tanto per le occupazioni di medio e basso livello che per quelle apicali. Nel caso dei profili professionali di medio e basso livello il sistema formativo italiano risulta ancora lontano nel fornire adeguate competenze trasversali. A ciò si aggiunge la scarsità di personale disponibile a ricoprire posizioni e mansioni di basso prestigio sociale. Nel secondo caso, i profili professionali apicali, si registrano invece risultati incoraggianti: i sistemi di apprendimento e di qualificazione – in particolare l’università – sembrano aver sviluppato una maggiore attenzione, rispetto al passato, per lo sviluppo di competenze trasversali tra i loro utenti. Resta tuttavia evidente la lacuna dovuta alla poco diffusa abitudine dei giovani ad avere esperienze formative sul lavoro o almeno in contesti organizzativi che ne ricalcano la complessità.

Domenico Mauriello, è responsabile del Centro Studi Unioncamere di Roma e co­ordinatore del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro. Ha maturato esperienze specifiche sui temi legati allo sviluppo economico territoriale e ha partecipato a numerosi gruppi di ricerca sull’evoluzione dei sistemi imprenditoriali e del mercato del lavoro. Ha curato rapporti e pubblicazioni scientifiche, a livello nazionale e internazionale.