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Assicurare la qualità della formazione: perché, per chi, come

di scuolademocratica, 16 giugno 2012 11:25

di Muzio M. Gola

Abstract: La Qualità della formazione richiede di essere focalizzata su temi essenziali quali le funzioni del laureato in un contesto di lavoro, i conseguenti obiettivi di apprendimento da prevedere nella formazione, i risultati di apprendimento da accertare, le risorse e i metodi che consentono di raggiungerli. Le agenzie europee più attive e innovative tracciano chiaramente  la strada in questa direzione. Occorre superare il concetto, imperante nel recente passato, di Qualità e valutazione come forma di puro managerialismo. La qualità deve tradursi in processi sostenibili basati su un Modello Informativo continuamente mantenuto su rete informatica sia per scopi di valutazione sia per la comunicazione pubblica in senso lato.

Muzio M. Gola, ingegnere meccanico, ordinario di Costruzione di Macchine al Politecnico di Torino. Specialista di analisi delle strutture, progettazione meccanica, dinamica delle macchine. Capo de laboratorio AERMEC (aeromeccanica) presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale dove si conducono ricerche nel campo della meccanica delle turbomacchine. Specialista nella Assicurazione della Qualità, dell’accreditamento e della valutazione. Membro di alcuni Nuclei di valutazione, consulente ANVUR, valutatore per agenzie europee.

muzio.gola@polito.it

Con quali finalità diversificare l’offerta del sistema d’istruzione superiore?

di scuolademocratica, 3 febbraio 2012 22:41

di Roberto Moscati

ABSTRACT:  Il contributo individua, nella definizione delle finalità del sistema universitario, la priorità più stringente. Pur considerando i trend internazionali, si riflette sulla specificità del caso italiano caratterizzato da un’autonomia spesso solo formale e da una costante riduzione dell’offerta formativa. A ciò si aggiunge una tendenza italiana all’attuazione solo formale delle riforme, un difficile rapporto con un mondo del lavoro incapace di esprimere le proprie necessità, ed un mondo accademico dove ancora forti sono le resistenze al cambiamento. Queste peculiarità non hanno condotto ad una riforma della governance che definisse finalità e strategie di medio-lungo periodo, rese accettabili anche ai soggetti più direttamente coinvolti, ma ad un insieme di misure burocratiche punitive. E in assenza di questo tipo di governance introdurre una politica di differenziazione potrebbe comportare situazioni di iniquità. Qualità ed equità sono davvero estremi inconciliabili di una politica universitaria? Alcuni esempi internazionali evidenziano il contrario, tuttavia volendo attuare una politica di differenziazione, si ribadisce la necessità del rispetto di equilibri territoriali e di opportunità. In sintesi di una politica di sistema che abbia definito chiaramente finalità e percorsi per raggiungerle.

Roberto Moscati, insegna Sociologia dell’Educazione nell’Università di Milano- Bicocca. Esperto di Higher Education è membro dei comitati editoriali delle riviste Tertiary Education and Management e Scuola Democratica. Compo­nente dei Nuclei di Valutazione delle Università di Milano-Bicocca e IULM. Membro del CHER – Consortium of Higher Education Researchers e di EAIR – The European Higher Education Society.