
In questo nuovo episodio della rubrica Fuori di cattedra del Laboratorio di Sociologia Democratica, Marco Romito dialoga con Paola Valenti, docente precaria in materie umanistiche e membro del nucleo territoriale piemontese della Rete Nazionale Docenti per Gaza.
Il dialogo ricostruisce la nascita della rete, costituita alla fine del 2023 a partire da una pagina Instagram e trasformata rapidamente in un coordinamento nazionale. Il primo atto collettivo è stata una petizione, poco più di cinquemila firme, rivolta ai Ministeri della Cooperazione internazionale e dell’Istruzione per chiedere il cessate il fuoco e l’apertura di corridoi umanitari per studenti e studentesse palestinesi: un gesto minoritario ma, secondo Valenti, decisivo per rompere un silenzio istituzionale altrimenti totale.
Al centro della conversazione vi è l’esperienza quotidiana di un doppio registro, la dissociazione tra ciò che i canali diretti dei giornalisti palestinesi restituivano e restituiscono ogni giorno sul genocidio in atto a Gaza e il tempo scolastico scandito da prassi e adempimenti burocratici che sembrano ignorarlo. Da qui la scelta di Valenti di portare la Palestina in classe attraverso una lente esplicitamente decoloniale, rifiutando la cornice emergenziale-umanitaria che ne ha accompagnato la visibilità mediatica recente. Ne è un esempio il percorso costruito a partire dalla grande carestia irlandese, letta come carestia ingegnerizzata dal dominio coloniale britannico, per poi risalire ai temi della dissoluzione dell’Impero ottomano, e alla genesi della questione palestinese, in parallelo a un lavoro di educazione civica su colonialismo e imperialismo europeo in Africa.
In questo contesto Paola Valenti sottolinea la necessaria riflessione da fare sul lessico che si traduce ad esempio con la scelta sistematica di non nominare mai “Medio Oriente”, sostituendolo con “Asia occidentale”, per restituire allo spazio geografico una descrizione non eurocentrica.
Valenti racconta con onestà anche le difficoltà di questo lavoro: una classe poco abituata a esprimere opinioni proprie, la solitudine di essere l’unica voce a portare questi temi, la precarietà di un incarico che rende difficile raccogliere nel tempo i frutti di un lavoro appena seminato.
La conversazione si chiude sul senso di insegnare oggi, descritto da Valenti come una forma di resistenza a un’idea di scuola concepita come anticamera del lavoro anziché luogo di formazione di cittadinanza critica. Da qui l’insistenza sulla formazione, di docenti e studenti, come terreno su cui costruire alleanze: i materiali didattici della rete Docenti per Gaza, le formazioni sulla decolonizzazione della scuola, i webinar organizzati nell’ultimo anno, non ultimo quello con Francesca Albanese, che è costato ad alcune colleghe polemiche e sanzioni.
Il podcast si chiude con un invito a cercare, nella scuola, alleati e alleate formati e critici.
Nota biografica
Paola Valenti, docente precaria di materie umanistiche alla scuola secondaria di I e II grado, membro del nodo torinese della rete Docenti per Gaza

Siamo un gruppo di ricercatrici e ricercatori che ha aperto un nuovo percorso di ricerca, condivisione, sperimentazione e impegno pubblico per la scuola. Il Laboratorio di Sociologia Democratica è un esercizio di riflessività libera e intersezionale, che prova a mantenere vivo il pensiero critico e democratico sull’educazione.
Per il blog di Scuola Democratica curiamo la rubrica Fuori di cattedra, uno spazio di dialogo tra la ricerca accademica e la vita quotidiana della scuola.