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Scuola democratica 1982-2000. Tra ricerca e proposta politica



GOVERNO DELLA SCUOLA E AUTONOMIA SCOLASTICA. IL PROGETTO BROCCA

Vediamo ora il tema centrale, il governo della scuola. La nona legislatura (luglio 1983-luglio 1987 ebbe in pratica un solo governo (in due edizioni successive), il centro-sinistra presieduto da Bettino Craxi, perché quello costituito da Amintore Fanfani nell’aprile 1987 (DC e indipendenti) ebbe un carattere palesemente pre-elettorale. Ed ebbe un solo ministro dell’istruzione per tutta le legislatura, Franca Falcucci. Come si è visto nei due articoli ripresi in questo paragrafo, dedicato alla riforma dell’istruzione secondaria, malgrado la stabilità del governo e la permanenza dello stesso ministro alla guida del Ministero, non fu possibile realizzare la riforma, che si trascinava da anni tra infinite mediazioni.  Alla fine il PSI decise di rompere gli indugi assegnando la priorità al prolungamento dell’obbligo in un biennio unitario, e stimolando una riflessione più complessiva sulle modalità di realizzazione della riforma generale della secondaria non più tramite un modello legislativo top-down ma attraverso un processo di costruzione dal basso, puntando sull’apporto autonomo delle scuole. 

È in questa prospettiva che maturarono, con un impegnato apporto dei ministri Giovanni Galloni e Sergio Mattarella, le condizioni per lo svolgimento della Conferenza nazionale sull’autonomia delle scuole (gennaio 1990) e la costituzione della Commissione ministeriale presieduta dal sottosegretario Beniamino Brocca, che ricevette inizialmente il mandato di «revisionare» i programmi dei primi due anni della secondaria superiore, in vista del prolungamento dell’istruzione obbligatoria al sedicesimo anno d’età, e poi, con il ministro Gerardo Bianco (1991), quello di estendere il progetto ai piani di studio del triennio. Il progetto Brocca, la cui sperimentazione ebbe successo tra i licei e in una parte degli istituti tecnici commerciali e per geometri, fu probabilmente – soprattutto nel fase iniziale della progettazione –il tentativo più importante compiuto durante la ‘Prima Repubblica’ di conciliare il modello di riforma “unitario” sostenuto dal PSI, con un costruttivo apporto anche degli esperti di area PCI, con la nuova prospettiva bottom-up aperta Conferenza sull’autonomiaScuola democratica contribuì al dibattito fin dall’inizio pubblicando nel 1987 un numero monografico sul tema «Autonomia e organizzazione delle scuole» con un ampio contributo di Luciano Benadusi, della consistenza di un saggio, dedicato alla letteratura sociologica, soprattutto internazionale, in materia di autonomia delle scuole, cui facevano seguito un mio articolo sulle interpretazioni politiche del concetto di autonomia, e numerosi altri interventi, tra cui quelli di Piero Romei

su ‘Organizzazione imprenditoriale delle unità scolastiche’, di Mario Gattullo su ‘I docenti e l’esercizio dell’autonomia’, di Luisa Ribolzi su ‘L’organizzazione scolastica in Europa’ e di Giorgio Allulli su ‘L’organizzazione nascosta’ e altri ancora. Qui di seguito alcuni stralci del testo introduttivo di Benadusi, il testo del mio articolo sulle diverse interpretazioni del concetto di autonomia e qualche passaggio della mia «cronistoria e bilancio del Progetto Brocca». 

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